Il 13 settembre 2017 l’Associazione ha riaperto i battenti con una serata di pratica intitolata AQUA, proposta dalla responsabile del laboratorio di Felicita Russo.
Abbiamo deciso di riaprire con una serata del genere per sottolineare la grande importanza che avrà nelle nostre attività l’aspetto pratico, nonchè di formazione avanzata per i nostri soci ex-corsisti del corso base e non.
L’argomento della serata era come congelare il movimento dell’ col flash, un argomento forse un pò di nicchia ma che rappresenta un buon pretesto per imparare alcune funzionalità dell’uso del flash. Una descrizione delle caratteristiche del che bisogna conoscere per poter effettuare questo tipo di è riportata qui (link all’articolo “Esperimenti con la luce flash”).


Alla luce di queste peculiarità del flash, in base alle quali è chiaro che il deve essere impostato al valore del tempo di sicronizzazione della fotocamera, abbiamo gli elementi teorici per poter impostare una in cui il movimento dell’ viene congelato.


In questo caso, il tipo di che abbiamo trattato è quello delle gocce d’acqua. Per eseguirle abbiamo usato un meccanismo DIY (che per comodità chiameremo “Drippo”) per la sincronizzazione della fotocamera con le gocce. La sincronizzazione della fotocamera con i impiegati è stata invece operata mediante dei trigger. La 1 mostra il set.

1: set per le foto di gocce d’acqua, composto da gocciolatore (nel cerchio blu), 2 con trigger su stativo (nei cerchi rossi), un piccolo contenitore con acqua e un stabile su cui verrà posta la fotocamera.

Il sistema Drippo è mostrato nella 2. E’ composto di una parte hardware che include un gocciolatore più un sistema di controllo elettronico che si connette via bluetooth ad uno smartphone (Foto 2 a sinistra) più una parte software che va installata sullo smartphone (Foto 2 a destra) che permette di settare tutti i ritardi fra le gocce e con la fotocamera per riuscire a cogliere gli eventi desiderati.
Con questo setup e ponendo due gelatine colorate su ogni flash, entrambi rivolti verso la parete bianca, colorate a contrasto fra loro, siamo riusciti ad ottenere le che vedete in Foto n.3, n.4 e n.5.
In particolare una volta compreso che per ottenere il massimo da Drippo la fotocamera deve essere impostata con lo specchietto alzato prima di ogni scatto, è stato possibile ripetere lo stesso scatto diverse volte cogliendo praticamente sempre lo stesso evento, senza che nessuno scatto andasse sprecato, come mostra la sequenza di scatti successivi mostrata nell n.5.

2: dispositivo per la sincronizzazione delle gocce con il trigger della fotocamera. A sinistra c’è la parte hardware mentre a destra è mostrata l’app android che gestisce il dispositivo via bluetooth.

Questo permette ovviamente di risparmiare molto tempo e molti scatti quando si usa questo dispositivo, in confronto al numero di scatti sprecati nei metodi artigianali in cui si usa la raffica “sperando” di cogliere almeno una goccia.
Una caratteristica interessante di Drippo è la capacità di gestire due goccie separatamente sia come grandezza che come sincronizzazione. Questo permetterebbe in teoria di creare delle collisioni aeree tra due gocce, quelle che creano tutte quelle figure affascinanti alle quali artisti come Corrie White (http://www.liquiddropart.com/) ci hanno abituati. Comprensibilmente riuscire a cogliere una collisione è molto più difficile che cogliere una singola goccia che rimbalza, dal momento che i parametri da regolare sono il doppio, ma con un pò di perseveranza e pazienza possiamo riuscirci e sono sicura che fra qualche mese troverete su questo stesso blog un articolo nel quale noi del laboratorio di .it vi racconteremo come abbiamo fatto!!! Fino ad allora sperimentate senza sosta!

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